23 luglio 2014

PEPERONI CORNETTI RIPIENI DI COUS COUS, POLLO al CURRY e MANDORLE...e LE GONNE DI STELLA JEAN






Il cous cous.

Evoca notti sahariane di luna e di stelle.

La magia di un tè nel deserto.

E’ un piatto mutevole, cambia sembianza...può essere tunisino, algerino, marocchino, libanese.

Preparato con gli ortaggi, con la carne, il pesce, con i ceci e le verdure.

Ma anche freddo, con le verdure fresche, che in Libano chiamano taboulé, oppure il mestuf, cous cous dolce con il miele e la frutta, sia fresca che secca.

Poi succede che incontra un peperone, e ci salta dentro.

Trasformandosi in felice contaminazione.



“Credo che la moda possa essere innovativa 
quando si pone come ponte tra culture diverse.” 

Stella Jean



immagine dal web




Voi vi chiederete cosa ci acchiappa una designer di moda con il peperone ripieno di cous cous.

La cucina, come la moda, può essere innovativa e ponte tra diverse culture.

Le creazioni di Stella Jean mi piacciono tantissimo, trovo siano una felice e riuscita contaminazione.  

…un po’ come il peperone che incontra il cous cous, ecco.

Adoro le sue gonne a ruota o a sirena, realizzate con tessuti wax-print e righe africane, abbinate a camicie dal gusto e fattura europei, in fondo il mix delle origini di Stella, che è nata a Roma da papà torinese e da mamma haitiana.




immagine dal web


immagine dal web


immagine dal web




Che vi devo dire?

Mentre fotografavo il peperone, il mio pensiero è andato diretto alle gonne ed ai tessuti di Stella Jean, tessuti che, cosa bella e lodevole, fa realizzare dalle donne africane “Così escono dalla povertà”.  ^_^



19 luglio 2014

LA TORTA MADEIRA SEMPLICE e ‘VESTITA A FESTA’…e COME LE PAROLE CI CONDIZIONANO





Forse non ne siamo abbastanza consapevoli, ma siamo fortemente condizionati.

Dai pregiudizi.
Dai luoghi comuni.
Dalle parole.

Le parole ci condizionano. Le parole di ogni giorno.

Quelle che probabilmente ci dicevano i nostri genitori quando eravamo ragazzini (e non le sopportavamo…), e che adesso...e manco ce ne rendiamo conto, ripetiamo a nostra volta ai nostri figli…

Vi è mai capitato di pensare, magari proprio mentre state dicendo qualcosa ai vostri figli/e, “Omadonnasantissima!!! Sto parlando come mia mamma!!!” O_o…

Mi ha fatto molto riflettere lo spot di Verizon, colosso delle telecomunicazioni americane che ha fatto un video, nel quale ripercorre la vita di una bambina, dalla sua infanzia all’adolescenza. 

“Chi è la mia bella bambina?”, “Tesoro, non sporcarti il vestitino..”, “Fai attenzione con il trapano, è meglio se lo passi a tuo fratello..”

Frasi che probabilmente ogni bambina avrà sentito almeno una volta nella vita...

E che, secondo alcune statistiche, sembra possano indurre molte ragazzine ad allontanarsi dalle materie scientifiche, come la matematica, la fisica, l’ingegneria…

Reshma Saujani, fondatrice di Girls Who Code, è la voce narrante del video, sue queste parole:

“Le nostre parole possono avere un grande impatto. 
Non è forse il momento di dirle che è carina ma anche intelligente? 
Incoraggiate il suo amore per la scienza e le tecnologia, 
ispiratela affinché cambi il mondo!”


Insomma, le parole che diciamo ai nostri figli, gli stereotipi radicati in noi, possono condizionare il loro futuro.

Quindi prossimamente, quando Serena arriverà con un verme in mano (lo ha già fatto poche settimane fa, e io purtroppo ho fatto una faccia terribilmente schifata…), mi morderò la lingua, le farò un grandissimo sorriso, e le dirò “Amore, ma è davvero una meravigliosa creatura!!!

Di certo non voglio stroncarle una possibile carriera da helmintologa! ^_^











Oggi una torta.
Anzi tre!

La torta Madeira, sembra sia una delle torte più amate da Nigella.

Avevo questo ritaglio di giornale da un bel po’ di tempo (morirò sepolta dai ritagli di giornale…).

La voglia di fare dolci nonostante il caldo c’è sempre, se poi ci aggiungiamo che per noi, luglio (con dicembre), è il mese dei compleanni, ne ho preparate tre!

Una consumata in tutta la sua semplicità. 
Una torta buona da inzuppo, perfetta per la merenda e la colazione.

E due le ho farcite e preparate a festa.

Una con un cremoso al mascarpone, cioccolato e frutta, per il compleanno del nipotone, quindi è diventata la Madeira Daniele!

L’altra farcita a mò di tiramisù, ma con una crema mascarpone senza uova.

Andiamo a vedere le ricette? ^_^

Buon fine settimana!



15 luglio 2014

POLPO e RISO BASMATI al LIMONE e SEDANO....e MI MANCA L'AZZURRO.






“Dietro di noi si stendeva la baia, liscia come una lastra, 
tutta permeata di quell’azzurro incredibile…”

“Che gioia avere una barca tutta per sé! 
La gradevole sensazione di potenza mentre spingi i remi e senti la barca filare avanti con quel fruscio d’acqua saettante come quando si taglia la seta; 
il sole che ti scalda dolcemente la schiena 
e frantuma la superficie del mare in cento colori diversi..”

“La buganvillea che ricopriva rigogliosa il balconcino sulla facciata era tutta adorna, come per una festa di carnevale, dei suoi violacei fiori a forma di lanterna.”







Abbiamo fatto il pieno di azzurro in vacanza, ma non basta davvero mai, e manca già...

E mancano anche i piatti, semplici e gustosi, che profumano di orto e di mare, di cui ci siamo nutriti in vacanza... 

Oggi uno che, secondo me, è bello da vedere e si prepara anche abbastanza velocemente.


A proposito di polpo e calamari, leggevo una cosa interessante poco tempo fa....

Voi lo sapevate che tra i molluschi cefalopodi, calamari, seppie e polpi sono i più intelligenti?

I polpi in cattività riconoscono chi se ne prende cura, imparano ad aprire i flaconi di pillole con tappi a prova di bambino; il loro cervello è senza dubbio il più grosso fra quelli degli invertebrati, e la spiegazione delle loro capacità potrebbe risiedere altrove.

Vi state chiedendo dove?

Sembra che questi animali pensino, letteralmente, usando parti esterne al cervello.

Infatti i polpi sono dotati di centinaia di ventose, ognuna delle quali dispone di un ganglio con migliaia di neuroni. Insomma una sorta di mini-cervelli che, collegati tra loro, fungono da sistema nervoso ad ampia distribuzione.

Ecco spiegato perché il tentacolo reciso di un polpo può strisciare da sé e addirittura raccogliere del cibo.

Quando il polpo cambia colore delle pelle per autodifesa, mimetizzandosi, la decisione potrebbe non essere scatenata dal suo sistema centrale, ma dalla pelle stessa.

Cosa dedurre quindi?
Che il polpo ha una pelle in grado di vedere e dei tentacoli in grado di pensare?

(da La Lettura – Corriere della Sera)


Andiamo a leggere la ricetta? ^_^